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Come funziona il pignoramento della pensione? Soglia di impignorabilità poco conosciuta

📅 11 Agosto 2026✍️ di Lorenzo Terenzi⏱️ 4 min di lettura

Risposta breve: la pensione non si può toccare sotto il minimo vitale, pari a 1,5 volte l’assegno sociale netto. Solo la parte che supera questa soglia può essere pignorata, e di regola fino a un quinto. Se il pignoramento colpisce il conto corrente, le somme già presenti prima dell’atto sono protette fino a tre volte l’assegno sociale: è la soglia poco conosciuta che spesso salva i piccoli pensionati.

La regola base: minimo vitale e “quinto”

Il quadro è fissato dall’art. 545 del Codice di procedura civile e dalle riforme introdotte nel 2015.

  • Minimo vitale: impignorabile fino a 1,5 × assegno sociale (importo aggiornato annualmente dall’INPS).
  • Eccedenza: solo la parte oltre il minimo vitale è aggredibile.
  • Quota ordinaria: per i crediti “comuni” la trattenuta massima è il 20% dell’eccedenza.
  • Limite complessivo: se ci sono più trattenute (pignoramenti, cessioni), in generale non si supera il 50% del netto, fermo il minimo vitale.

La soglia poco conosciuta: il triplo sul conto corrente

Quando il creditore pignora il conto bancario o postale dove arriva la pensione:

  • Somme già accreditate prima del pignoramento: impignorabili fino a 3 × assegno sociale.
  • Somme accreditate dopo: si applicano i limiti del quinto e del minimo vitale.

Questa tutela, poco nota, evita che un blocco improvviso del conto prosciughi le disponibilità necessarie per spesa, farmaci e bollette.

Pignoramento presso INPS: passaggi e tempi

La via più usata è il pignoramento presso terzi in cui il “terzo” è l’INPS.

  1. Atto di pignoramento notificato a debitore e INPS.
  2. Dichiarazione INPS: conferma dell’esistenza e dell’ammontare della pensione.
  3. Udienza: il giudice applica i limiti (minimo vitale + percentuali) e dispone la trattenuta.
  4. Pagamento: l’INPS versa mensilmente la quota al creditore.

Tempi tipici: da poche settimane a qualche mese, secondo carico dei tribunali e completezza degli atti.

Percentuali per tipo di credito

Tipo di credito Limite di pignoramento Note
Ordinario (banche, fornitori, privati) Fino al 20% dell’eccedenza Si salva sempre il minimo vitale
Tributi e cartelle 10% se pensione < 2.500 €; 1/7 tra 2.500–5.000 €; 20% oltre 5.000 € Scaglioni fissati dalla riscossione
Assegni di mantenimento/alimenti Quota stabilita dal giudice Può superare il quinto
Risarcimento danni da reato Di regola fino al 20% Valuta il giudice caso per caso

Esempi pratici di calcolo

Esempio 1: credito ordinario

  • Pensione netta: 1.200 €.
  • Assegno sociale ipotizzato: 534,41 € (valore 2024; aggiornato ogni anno dall’INPS).
  • Minimo vitale: 1,5 × 534,41 = 801,62 €.
  • Eccedenza: 1.200 − 801,62 = 398,38 €.
  • Quota pignorabile (20% sull’eccedenza): circa 79,68 € al mese.

Esempio 2: pignoramento del conto

  • Saldo prima del pignoramento: 1.800 € di sola pensione.
  • Soglia protetta: 3 × 534,41 = 1.603,23 € impignorabili.
  • Parte aggredibile: 196,77 € (resto oltre la soglia), salvo ulteriori limiti applicabili.

Nota: i numeri sono dimostrativi. Verificare sempre l’importo aggiornato dell’assegno sociale e le trattenute già in corso.

Cosa non si può pignorare

  • Indennità assistenziali pure (es. accompagnamento): impignorabili.
  • Trattamenti di famiglia e arretrati con finalità assistenziale: in linea di massima impignorabili.
  • Fondi già protetti dalla soglia 3× sul conto prima del pignoramento.

Attenzione: pensioni previdenziali (vecchiaia, reversibilità) seguono i limiti percentuali; le indennità assistenziali hanno una tutela più rigorosa.

Casi reali e impatto sociale

Nei contesti rurali che ho seguito, piccoli imprenditori agricoli divenuti pensionati si trovano con conti bloccati durante la stagione dei raccolti. La soglia 3× evita il collasso dei pagamenti minimi (gasolio, medicinali), ma solo se fatta valere subito. L’informazione tempestiva vale più di una causa lunga.

Errori da evitare e difese rapide

  • Non ignorare l’atto: presentare subito documenti su pensione netta, assegno sociale vigente e trattenute esistenti.
  • Eccepire la soglia 3× sul conto se il pignoramento è bancario e le somme erano già accreditate.
  • Chiedere la riduzione della trattenuta se compromette il minimo vitale complessivo.
  • Opposizione agli atti esecutivi se ci sono vizi formali (termini, notifiche, importi).
  • Rateizzare con il creditore o con l’ente della riscossione per sospendere/attenuare gli effetti.
  • Verificare la natura delle somme: indennità assistenziali non vanno confuse con pensione previdenziale.

Domande rapide

La cessione del quinto blocca il pignoramento?

No, ma si cumula con limiti: tra cessione e pignoramenti, in genere non oltre il 50% del netto, fermo il minimo vitale.

La reversibilità si pignora?

Sì, come le altre pensioni, con minimo vitale e quinto.

Si può cambiare banca per evitare il blocco?

Cambiare IBAN non elimina il debito. Meglio far valere subito la tutela 3× e chiedere rate.

In sintesi

  • Soglia impignorabile pensione: 1,5 × assegno sociale.
  • Quinto sulla sola eccedenza, con tetto complessivo usuale al 50%.
  • Conto corrente: prima del pignoramento, protetti 3 × assegno sociale.
  • Tributi: 10% / 1/7 / 20% per scaglioni.
  • Azioni rapide: eccepire soglie, chiedere riduzione, rateizzare.

Regola d’oro: conoscere le soglie e farle valere subito. Per chi vive con poco, quei numeri fanno la differenza tra dignità e rinuncia.

Lorenzo Terenzi

Lorenzo Terenzi ha seguito un ricco contenzioso per una piccola azienda agricola familiare che rischiava il fallimento. Nelle sue pubblicazioni racconta l'impatto sociale delle procedure esecutive, soprattutto nei contesti rurali e delle piccole imprese.