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Riqualificazioni previste dalla legge 132/05

09.01.2016
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Riqualificazioni previste dalla legge 132/05

Ho letto, come gran parte di Voi, i comunicati più o meno ottimisti pubblicati sui siti delle varie OO.SS. per gli esiti dell’incontro di ieri. Il Ministro, apparso fugacemente al termine della riunione, avrebbe assicurato l’intenzione del Governo di migliorare il contenuto dell’art.21 quater della legge 132/05 ampliando la platea dei destinatari in occasione dell’approvazione della legge di stabilità (ieri stesso blindata…) e che la procedura del transito di cancellieri ed ufficiali giudiziari dalla seconda alla terza area avrà durata pluriennale. Si parla, per ora, di 1500 posti da suddividere tra i 5600 cancellieri ed i 1435 ufficiali giudiziari. Fatte le proporzioni il conto è subito fatto:1190 posti ai cancellieri e 310 agli ufficiali giudiziari, ovviamente in possesso dei requisiti di legge, come correttamente recita il primo comma del citato art.21 quater. Quali sono questi requisiti, in base al CCNL 2006/2009 ed ai dd.ll. 165/01 e 150/09? Semplice: il possesso di requisiti richiesti per l’esterno. È questa una delle principali innovazioni introdotte dal decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 che prevede l’abrogazione dell’istituto della progressione verticale nel sistema di classificazione. Nonostante la genesi contrattuale dell’istituto, l’evoluzione giurisprudenziale aveva chiarito come anche in questi casi sussistesse la giurisdizione del giudice amministrativo, ritenendo quindi sul piano sostanziale che la progressione verticale si concretizzasse in una vera e propria procedura concorsuale diretta a permettere l’accesso al personale già in servizio ad una categoria superiore, rispettando il giusto equilibro tra posti riservati agli interni e quelli destinati all’esterno laddove prima alle progressioni verticali era consentita la partecipazione del personale interno “anche prescindendo dai titoli di studio ordinariamente previsti per l’accesso dall’esterno, fatti salvi quelli prescritti dalle norme vigenti”.

Con la nuova normativa introdotta dall’articolo 24 del decreto legislativo n. 150/2009, la progressione di carriera è consentita alle amministrazioni pubbliche per coprire “ i posti disponibili nella dotazione organica attraverso concorsi pubblici con riserva non superiore al 50% a favore del personale interno, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di assunzioni”. Il comma 1-bis dell’articolo 52 del decreto legislativo 165/2001 come introdotto dall’articolo 62 del decreto legislativo 150/2009, ha precisato poi che “le progressioni tra le aree avvengono tramite concorso pubblico, ferma restando la possibilità per l’amministrazione di destinare al personale interno ,” in possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno, una riserva di posti comunque non superiore al 50% di quelli messi Il comma a concorso. Dal 1 gennaio 2011, è definitivamente cambiato il regime della progressione verticale che assume la disciplina della progressione di carriera. Per le procedure selettive precedentemente bandite vale il principio “tempus regit actum”in forza del quale “in tema di pubblici concorsi, le disposizioni normative sopravvenute in materia di ammissione dei candidati, di valutazione dei titoli o di svolgimento di esami di concorso e di votazioni non trovano applicazione per le procedure in itinere alla data della loro entrata in vigore, in quanto il principio "tempus regit actum" attiene alle sequenze procedimentali composte di atti dotati di propria autonomia funzionale, e non anche ad attività (quale è quella di espletamento di un concorso) interamente disciplinate dalle norme vigenti al momento in cui essa ha inizio. D’altronde, è già dal 2002 che la Corte Costituzionale rimanda all’art.97 Cost. (pubblico concorso) e credo che si sia pronunciata almeno 40 volte così come di recente il Consiglio di Stato. La competenza a decidere eventuali controversie è palesemente del G.A. , trattandosi di novazione del rapporto di lavoro. Non riesco, quindi, a comprendere l’ostentato ottimismo delle OO.SS. confederali salvo che non abbiano subito la sottrazione delle norme vigenti dalle loro sedi e dalle loro memorie. Quanti saranno i cancellieri e gli ufficiali giudiziari in possesso di laurea in giurisprudenza od equipollente? Mi auguro che siano almeno 1190+310. Diversamente, i posti andranno all’esterno. Ma, poi, perché prevedere in una legge ad hoc progressioni verticali per solo due figure professionali? Si vocifera che vi sia stato un grande impegno di Donatella Ferranti. Ma gli altri dipendenti della seconda area del Ministero della Giustizia sono forse figli di NN? E noi che, in forza del vigente contratto, visto che l’art.10 si prevedeva che “4. Tutte le procedure per i passaggi all’interno del sistema di classificazione già programmate, concordate o attivate sulla base del precedente CCNL del 16 febbraio 1999 sono portate a compimento, con le modalità di finanziamento previste da tale contratto, secondo i criteri già stabiliti in contrattazione integrativa.”, avremmo solo dovuto discutere la tesi già presentata ed abbiamo avuto dalla mini riqualificazione del 2010 solo quello che prima era il compenso della posizione super (creata, lo rammento, per chi non aveva il titolo di studio per passare a C2)? Come sempre trascurati e reietti.


- Il Segretario Generale
- nino laganà

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